servizi

CARDIOCHIRURGIA

Dr. Sergio Caparrotti
Dr. Giosuè Lionetti
Responsabili dell'Ambulatorio di Cardiochirurgia


L'ambulatorio di cardiochirurgia del MEDICAL CENTER offre consulenze specialistiche per porre eventuale indicazione all'intervento cardiochirurgico, prendendo in considerazione la fattibilità e il tipo di intervento oltre al rischio operatorio in generale. Durante la visita viene raccolta l'anamnesi e si effettua la visita clinica con eventuale analisi degli esami diagnostico-strumentali cardiovascolari.
Ogni patologia cardiologica viene analizzata nel contesto clinico personalizzato del paziente. Esistono molti tipi di intervento e diverse tecniche: la scelta dipende dalla patologia cardiaca e dalle caratteristiche del paziente. 


La consulenza è rivolta a pazienti affetti da patologie dell’apparato cardiovascolare che richiedano un trattamento chirurgico.
Queste sono le patologie che più frequentemente giungono all’attenzione della Struttura (tra parentesi le tipologie di intervento:
• Coronarosclerosi ostruttiva (bypass coronarico, convenzionale e “offpump” (cuore battente senza circolazione extracorporea, con utilizzo prevalente di entrambe le arterie mammarie ed eventuale prelievo endoscopico della vena safena)
• Valvulopatie (interventi di sostituzione e riparazione valvolare per patologie degenerative e post-reumatiche della valvola aortica, mitralica e tricuspidalica; la sostituzione valvolare aortica viene preferibilmente eseguita utilizzando bioprotesi aortiche “stentless”)
• Aneurisma della radice aortica (Tecnica originale “valve sparing” denominata “sleeve correction”, che consiste in un rimodellamento della radice aortica che corregge la dilatazione e l'insufficienza valvolare)
• Aneurismi dell'aorta ascendente e dell'arco aortico
• Cardiomiopatia dilatativa post-ischemica (rimodellamento ventricolare sinistro, trattamento dell'insufficienza mitralica ischemica, resincronizzazione mediante stimolazione biventricolare)
• Cardiopatie congenite dell’adulto
• Fibrillazione atriale (ablazione intraoperatoria; esclusione dell'auricola sinistra)
• Dissecazione aortica acuta tipo A
• Difetto interventricolare postinfartuale
• Insufficienza mitralica acuta post-infartuale da rottura di papillare
• Altre urgenze-emergenze.


Cos'è la rivascolarizzazione miocardica



 



L’infarto si verifica perché le arterie coronarie, che portano il sangue al muscolo cardiaco, si restringono o si occludono. Il by-pass
aorto-coronarico serve quindi a portare il sangue nei territori cardiaci che ne ricevono poco a causa delle ostruzioni coronariche.




 

 

 

 

 

 

 
Fondamentale per diagnosticare le stenosi coronariche è la coronarografia, un breve esame che ha un rischio bassissimo e un’utilità enorme. I by-pass aorto-coronarici vengono eseguiti con condotti arteriosi (arteria mammaria interna destra e/o sinistra, arteria radiale destra e/o sinistra, arteria gastro-epiploica) e venosi (mediante prelievo della vena grande safena autologa dalla gamba).

 








I condotti arteriosi hanno una maggiore durata nel tempo e rappresentano la prima scelta nell’approccio alla rivascolarizzazione miocardica. Nella maggior parte dei Centri di Cardiochirurgia si sceglie di utilizzare quanto più possibile condotti arteriosi (rivascolarizzazione miocardica totalmente arteriosa) per garantire ai pazienti by-pass che durino più a lungo possibile.
La rivascolarizzazione miocardica è un intervento che può essere eseguito in circolazione extracorporea (CEC) con cuore fermo o (grazie alle innovazioni tecnologiche sviluppate negli ultimi anni) hanno permesso di evitare, a cuore battente (chirurgia "off pump"). Le innovazioni in chirurgia cardiaca hanno aperto anche nuove strade per quanto concerne la progressiva riduzione dell'invasività dell'approccio chirurgico (minitoracotomia).
Il bypass aorto-coronarico rappresenta, complessivamente, un intervento sicuro: il rischio operatorio è, nella maggior parte dei casi, inferiore al 2%. I rischi connessi alla patologia coronarica non trattata sono invece, sicuramente, molto più alti. Il paziente una volta operato ritorna alla normale vita quotidiana dopo pochi giorni di degenza e una settimana di riabilitazione.





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